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Luzzi
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mwiqLuzzi (mwigl Lùzzi in mwiwcalabresecite-ref-5[5]) è un mwkacomune italiano di mwkq8 673 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2], nella mwlgvalle del Crati in mwlwprovincia di Cosenza in mwmaCalabria.

Contents

Clima
Storia
Note

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Geografia fisica

Geografia fisica

Luzzi è situata sulla fascia della Presila, sul lato destro della mwnqvalle del Crati. Posta su una collina, ai cui piedi scorrono due torrenti ("Ilice" e "San Francesco") che confluiscono a valle nel fiume mwngCrati, è un comune a ridosso dell'area urbana di Cosenza, di cui rappresenta territorialmente e urbanisticamente la cornice nord-est. Il centro abitato è posto a 376 metri sul livello del mare ed è collocato a nord-est di Cosenza. Il confine nord coi comuni di mwnwAcri e mwoaBisignano è segnato dal fiume mwoqMucone, che ospita lungo il suo corso la centrale idroelettrica 2º salto, alimentata con le acque del bacino artificiale del mwogLago Cecita. Con una superficie di 77,36mwow km², il territorio comunale si articola su di un profilo altimetrico compreso tra 96 e 1284mwpa m mwpqs.l.m.cite-ref-6[6]

Clima

Il clima è generalmente mediterraneo. La particolarità del clima luzzese, analoga al resto della Valle del Crati, risiede nella quasi totale assenza dell'influenza del mare sulla temperatura: difatti, è possibile osservare ampie escursioni termiche (soprattutto nell'area valliva) durante tutto l'anno. In estate le temperature possono raggiungere durante le ondate di calore i 37-38mwta °C, anche 40mwtq °C e oltre nelle aree poste a bassa quota, mentre la neve è un fenomeno che riguarda il centro abitato almeno una volta l'anno, tra dicembre e marzo. Le aree montane possono beneficiare invece di ottimi apporti nevosi tra novembre e aprile. Insieme al resto della valle del Crati, Luzzi riceve i migliori apporti nevosi durante le nevicate " da scorrimento ", che si verificano quando uno strato di aria umida e più calda scorre al di sopra di uno strato di aria fredda depositatosi al suolo a seguito di irruzioni di aria fredda.

Storia

Si suppone sorga al posto dell'antica mwuaTebe Lucana fondata nel mwuqIV secolo a.C.cite-ref-7[7] Attestata nei documenti del mwvgXIII secolo come mwvwcastrum Lucii in Valle Gratiscite-ref-8[8], deve il suo nome, con molta probabilità, alla famiglia mwxanormanna di cognome mwxqde Luci, Lucij o de Luciis al seguito di mwxgRoberto il Guiscardo che la ebbe in feudocite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]. Secondo altri il nome potrebbe derivare dai "mwawlucci", un pesce che popolava il torrente Ilice che scorre a sud del paesecite-ref-12[12], ma questa ipotesi non esclude la precedente. Mentre lo studioso Giovanni Alessio ipotizza un'origine più antica facendo derivare il nome di Luzzi dal mwcapraenomen mwcqlatino mwcgLuciuscite-ref-13[13]. Dal 1272, il mwdwcastrum Lucii o castello di Luzzi, risulta in possesso del mweamilites Matteo de Luciis o de Luzzicite-ref-14[14], la cui famiglia qualche anno prima fu espropriata di tutti i beni e mandata in esilio a mwfqMalta per aver partecipato alla congiura dei baroni (1246) nei confronti di mwfgFederico II. mwfwPapa Innocenzo IV restituì i possedimenti a Pietro de Luciis, già signore di mwgaBisignano e ai suoi figlicite-ref-15[15], tra i quali Matteo, mwhqDomino Mattheo de Luciis castrum Lucii restitutumcite-ref-16[16], che risulta in quegli anni signore di Luzzi.

Di particolare interesse sono i resti del grande complesso monastico-religioso dell'mwiwAbbazia di Santa Maria della Sambucina, fondata intorno alla seconda metà del mwjaXII secolo, divenuta ben presto casa-madre dell'mwjqOrdine Monastico Cistercense e prototipo dell'architettura gotico-ogivale nell'Italia meridionale. Nel Medioevo, periodo di suo maggiore splendore, ospitò illustri personaggi storici come il profeta dello Terza età mwjgGioacchino da Fiore, il mwjwmagister sententiarum mwkaPietro Lombardo ed il famoso glossatore mwkqFrancesco Accursio.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La chiesa di Sant'Angelo costruita probabilmente nel 1300 custodisce la tela di mwlqSanta Maria delle Grazie opera della scuola di mwlgLeonardo da Vinci, l'altare ligneo policromo del 1600, di particolare bellezza (considerato monumento nazionale), e il fonte battesimale in pietra tufacea con motivi scultorei in stile romanico. Nel XXI secolo vennero compiuti degli scavi archeologici sotto la guida del parroco di San Michele Arcangelo, don Umile Faraca, perché si pensava che sotto la chiesa esistesse un altro tempio e vennero ritrovati due scheletri di sesso uguale.

Nella Chiesa Parrocchiale dell'Immacolata costruita nel mwmaXVI secolo sono custodite due eccezionali opere di pittura, lmwmq'mwmgAssunta in Gloria con Angioletti, che è una classica opera di mwmwLuca Giordano e la tela dellmwna'mwnqAnnunciazione, esecuzione alla maniera di mwngFrancesco Solimena, inoltre ha l'altare maggiore con il particolare di due grandi angeli. La chiesa ha subito danni in conseguenza di alcune scosse sismiche e l'ultima nel mwnwXX secolo provocò ingenti danni alla struttura. Venne pitturata per l'ultima volta dal maestro Emilio Iuso che dipinse tutte le navate. Nella chiesa si custodisce la statua della Santa Patrona dell'Immacolata ed è la parrocchia principale di Luzzi (San Biagio V.E.M).

La chiesa di mwogSan Giuseppe era una cappella della famiglia Firrao. In questa chiesa nel mwowXVIII secolo grazie al mwpacardinale Firrao venne portato il corpo di sant'Aurelia Marcia, che si festeggia la prima domenica di settembre; c'è un pellegrinaggio numeroso da tantissimi paesi della Calabria per sant'Aurelia perché ha compiuto molti miracoli. Nella chiesa di San Giuseppe si conservano: il corpo di sant'Aurelia Marcia, martire cristiana, con lastra catacombale di mwpqarte paleocristiana e la stupenda tela del "San Gennaro in Estasi" riconducibile al virtuosismo di P. Novelli e al realismo della poetica del Vaccaro.

La chiesa della Natività di Maria SS. (la seconda chiesa costruita a Luzzi) ha una cupola araba perché probabilmente prima di essere una chiesa era un tempio musulmano. Nella chiesa matrice fu battezzato il cardinale Firrao ed è la chiesa dedicata alla Madonna; vi è custodita la tela "Madonna del Rosario" del Settecento napoletano; mentre in quella delle Petrine si trova un raffinato dipinto del manierismo che raffigura una "Fuga in Egitto".

Nelle rimanenti chiese di S. Francesco, dei Cappuccini, del Santuario della Cava e la chiesa della Madonna delle Grazie si trovano altri apprezzabili dipinti con opere minori. Codici, incunaboli, pergamene e documenti antichi nell'archivio e biblioteca di Casa Marchese. E inoltre tutte le chiese sono state dipinte dal pittore Emilio Iuso.

L'mwrqabbazia cistercense della Sambucina è considerata un patrimonio molto importante per la Calabria. Nell'abbazia troviamo l'affresco della Madonna col Bambino del 1501, l'Assunta in Gloria con i 12 apostoli e inoltre troviamo la mwrgLactatio Sancti Bernardi del 1896 di Basile. Alla Sambucina dimoro' mwrwGioacchino da Fiore, un monaco conosciuto in tutta Italia, citato anche nella mwsaDivina Commedia di mwsqDante Alighieri.

Palazzo comunale

È un palazzo costruito nel XVIII secolo, testimone nel corso del tempo di una rilevante tradizione storica e rappresenta la struttura architettonica più importante del centro storico cittadino. Noto come Palazzo Vivacqua, e già un tempo di proprietà dei Principi Firrao, “primo castello di Luzzi-Centro durante la reggenza dei Sanseverino” (i Vivacqua giunsero a Luzzi nel 1781 chiamati dai Principi Firrao per dirigere e amministrare le loro numerose proprietà locali), oggi è sede municipale. L'edificio, adibito già dal 1940 ad abitazione padronale, si presentava in avanzato stato di degrado sia sul piano strutturale sia degli elementi caratterizzanti. Una serie di interventi, reiterati nel corso degli anni, ne ha consentito il recupero, con il ripristino totale dal punto di vista statico-strutturale e una ristrutturazione dei vari piani e ambienti, dove sono distribuite le diverse funzioni direzionali, politiche e amministrative della sede comunale.

L'esterno è a pianta quadra, in perfetto stile rinascimentale, con rigorose facciate, si compone di due livelli oltre al piano seminterrato ed il sottotetto. Il portale di accesso è incorniciato da una struttura in pietra avanzata rispetto all'edificio.

Un corpo scala, di particolare pregio architettonico, domina l'atrio del fabbricato, ed è collegato direttamente con il giardino e le altre strutture abitative, oggi adibite ad uffici comunali. Il piano superiore è caratterizzato da un grande balcone centrale e da due laterali più piccoli.cite-ref-17[17]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-18[18]

Cultura

Tradizioni

Il costume tradizionale di Luzzi è la Pacchiana dai colori vivaci e tessuto anche nelle trame preziose della seta e del velluto. Il costume della Pacchiana è formato da: una gonna lunga chiamata "cammisuòtto", da due coperti sovrapposti uno, con ampie maniche detto "cammisòla" sotto vi è la camicia di lino bianco detta "murletta", sulla "pittiglia" girava il "magliùccu" un laccio d'oro con uno spillone sempre d'oro. Sulla testa vi è messo il cosiddetto "rituòrto", i capelli sono divisi in due dalla fronte all'occipite e le scarpe sono in pelle lucida color nero. Gli antichi gioielli luzzesi sono: gli orecchini d'oro e metallo dorato a goccia piatta; l'anello con cerchi sfalsati e de rosette di perline, inoltre ci sono gli orecchini in lamina d'oro con motivi floreali e la collana luzzese a dieci fili di scaramazze con ciondolo a stella d'oro.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 Giugno 2017 | 14 Giugno 2022 | Umberto Federico | Indipendente | Sindaco | |
| 14 Giugno 2022 | In carica | Umberto Federico | Indipendente | Sindaco | |

Gemellaggio
Note

cite-note-11. mw1amw1qmw1gTuttitalia, su mw1wtuttitalia.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mw3qmw3gmw3wBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw4ademo.istat.it, mw4qISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mw5qmw5gmw5wClassificazione sismica (mw6amw6qXLS), su mw6grischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mw7gmw7wmw8aTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mw8qmw8gPDF), in mw8wciterefmw9aLeggemw9q mw9g26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mw9wAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mw-a 151. mw-qURL consultato il 25 aprile 2012 mw-g(archiviato dall'mw-wurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. mw-wAA. VV., mwaqamwaqeDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwaqi 366, mwaqmISBNmwaqq 88-11-30500-4.
cite-note-66. mwaqkmwaqomwaqsLuzzi: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento, su mwaqwwww.comuni-italiani.it. mwaq0URL consultato il 13 luglio 2016.
cite-note-77. Giuseppe Marchese, mwareVal di Grati, Tebe Lucana e l'odierna Luzzi, Napoli 1957, pp. 46 e seguenti.
cite-note-88. "Castello di Lucio o dei Lucij in val di Crati". Cfr. AA.VV, mwaruI registri della Cancelleria angioina, Accademia Pontaniana, Napoli 1959, volume 7, p. 97.
cite-note-99. Secondo il mwarkGarufi, si tratta dei normanni mwaromwarsde Luci, provenienti da Lucè o Lucy vicino Domfront nel dipartimento dell'mwarwOrne in mwar0Bassa Normandia, che ebbero in feudo la mwar4contea di Paternò e di mwar8Butera sul finire del mwasaXII secolo con mwaseBartolomeo de Luci e vari possedimenti in Calabria. Cfr. Carlo Alberto Garufi, mwasiPer la storia dei secoli XI e XII. Il "castrum Butere" e il suo territorio dai Bizantini ai Normanni. Note ed appunti di Storia e di Toponomastica, in "Archivio Storico per la Sicilia Orientale", anno XI, fasc. II (1914), p. 169. Carlo Alberto Garufi, mwasmLa contea di Paternò e i de Luci, in Archivio storico per la Sicilia Orientale, anno X, fasc. I, 1913
cite-note-1010. Anche i linguisti fanno in genere derivare il nome mwascLuzzi, che è anche un cognome diffuso in tutta Italia, da un capostipite di nome Lucio. Cfr. Michele Francipane, mwasgDizionario ragionato dei cognomi italiani, Bur Rizzoli, Milano 2006, p. 81.
cite-note-1111. "Cela étant, rien n'exclut que le mwaswLucium, Luccium, Luttium calabrais ai été une fondation normande e doive son nom à celui de la terre de Seine-Maritime que Josbert [de Luci] e ses descendants continuèrent à utiliser comme patronyme en Sicile et en Calabre". Estratto da: AA.VV., mwas0Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve, Centro di studi normanno-svevi, Università di Bari, Bari 1973, pgg. 343-345
cite-note-1212. Ma è altrettanto vero che i mwatelucci nell'araldica sono frequentemente usati come arma parlante dei casati il cui nome deriva da un mwatiLucius. La presenza di un luccio nello stemma di Luzzi potrebbe quindi confermare, più che escludere, l'ipotesi di una derivazione da una famiglia normanna. Nell'Inghilterra del XII secolo è peraltro testimoniata la presenza di un'importante famiglia normanna di cognome de Luci (anglicizzato in mwatmde Lucy) che aveva tre lucci nel proprio stemma.
cite-note-1313. Giovanni Alessio, mwatcSaggio di toponomastica calabrese, Volume 25 di Biblioteca dell'"Archivum Romanicum.", Editore Leo S. Olschki, Firenze 1939, p. 224, n° 2227.
cite-note-1414. Erasmo Ricca, mwatsLa nobiltà del regno delle Due Sicilie, Stamperia Agostino de Pascale, Napoli 1862, Parte I, Volume 2, p. 17.
cite-note-1515. Stanley Fiorini, George Aquilina,mwat8Documentary sources of Maltese history, Malta university press, Malta 1996, Parte 4, Numero 2, p. 39.
cite-note-1616. Alexis Guignard de Saint-Priest, mwaumHistoire de la conquête de Naples par Charles d'Anjou, Amyot, Paris 1849, Volume 1, p. 172.
cite-note-1717. mwaucmwaugmwaukPalazzo Vivacqua, su mwauoluzziportal.it. mwausURL consultato il 12 febbraio 2014 mwauw(archiviato dall'mwau0url originale il 22 febbraio 2014).
cite-note-1818. Dati tratti da: mwavemwavimwavmmwavqmwavuPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwavymwavcPDF), su mwavgebiblio.istat.it, mwavkISTAT. mwavomwavsmwavwmwav0Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwav4esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• Antonio La Marca, mwawmArcheologia nel territorio di Luzzi: stato della ricerca e prospettive, atti della Giornata di studio, Luzzi, 20 maggio 1998, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002
• mwawuGiuseppe Marchese, mwawyVal di Grati, Tebe Lucana e l'odierna Luzzi, Napoli 1957

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Luzzi

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunediluzzi.it.
• mwaxeLUZZI PORTAL - Il Portale della città di Luzzi, su luzziportal.it. URL consultato il 18 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2008).
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